Beacharound: dalla giornata del bagnino a 640.000 utenti
Un gestionale per gli stabilimenti balneari e un portale per prenotare l’ombrellone. Li abbiamo costruiti con Alberto Parma, da partner e poi da soci.

In breve
Beacharound è la startup nata nel 2020 da un’idea di Alberto Parma, imprenditore di Cattolica, e sviluppata insieme a Opificio Lamantini Anonimi, entrato anche come socio. Comprendeva un gestionale in cloud per stabilimenti balneari e un portale per prenotare l’ombrellone online, su un’infrastruttura serverless AWS. È arrivata a 640.000 utenti ed è stata poi acquisita.
Scheda progetto
- Progetto
- Beacharound (portale) e Beacharound Business (gestionale)
- Fondatore
- Alberto Parma, Cattolica (RN)
- Settore
- Turismo balneare, software gestionale
- Nascita
- Primavera 2020, sul mercato nove mesi dopo
- Ruolo di Opificio
- Partner di prodotto, UX/UI, sviluppo, infrastruttura, SEO, growth. E socio
- Tecnologie
- Infrastruttura serverless su AWS: Lambda, code di eventi
- Utenti
- Da 30.000 (anno 0) a 640.000 (anno 3)
- Esito
- Acquisita da un operatore del settore
Nella primavera del 2020 Alberto Parma, imprenditore di Cattolica, voleva un piccolo booking engine per le spiagge. Nove mesi dopo c’era un gestionale completo e un portale di prenotazione. Tre anni dopo, 640.000 utenti. Poi l’acquisizione. Ci abbiamo creduto così tanto da diventarne soci.
Il punto di partenza
Da dove è partito Beacharound?
Da una directory online di contatti di stabilimenti. L’obiettivo era un piccolo prodotto: un booking engine per prenotare in spiaggia. Il mercato era quasi privo di grandi operatori, e la gestione degli stabilimenti era manuale e artigianale: carta, telefono, memoria del bagnino.


Due promesse, due pubblici: chi cerca un posto al mare e chi gestisce la spiaggia.
Come un piccolo prodotto diventa una piattaforma?
Prenotare era solo la punta dell’iceberg. Sotto c’era un intero stabilimento da gestire.
Lavorando con Alberto e il suo team abbiamo capito che il problema non era solo prenotare: era gestire l’intero stabilimento. In nove mesi la directory è diventata un gestionale in cloud e un booking engine completamente nuovo per il settore.
Senza concorrenti di riferimento non c’era niente da copiare. Ogni soluzione è nata da zero.

Un marchio, due prodotti
Beacharound e Beacharound Business

Come si progetta un software per chi non ha mai usato un software?
Guardando lavorare chi lo userà. Cosa fa il bagnino quando apre lo stabilimento, quando arriva una famiglia senza prenotazione, quando cambia il tempo.
Un approccio user centered: partire dai bisogni del singolo bagnino e dalle sue operazioni quotidiane. I dati d’uso hanno mostrato dove si passava più tempo, cioè prenotazioni, assegnazione degli ombrelloni e vista della spiaggia. Lì ci siamo concentrati: le pagine su cui gli utenti passavano l’85% del tempo sono state riprogettate per togliere ogni attrito.
La spiaggia interattiva dà un controllo visivo e in tempo reale dell’occupazione. Le operazioni si fanno in pochi clic, con meno errori. L’interfaccia è pulita, usabile anche da chi ha poca esperienza digitale, e si impara in fretta.




Le schermate del lavoro quotidiano
Prenotazioni e planner, i nomi dei clienti sono sfocati

Il gestionale raccontato
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Perché il realismo di un’interfaccia fa vendere di più?
Il bagnino non guarda una tabella. Guarda la sua spiaggia. Così l’abbiamo disegnata.
Mentre il mercato usava uno stile da fumetto, Beacharound ha scelto una mappa tra fotorealismo ed elementi tridimensionali. Per il bagnino è una vista familiare, simile a quella che ha davanti ogni giorno. Per il cliente finale è il modo più semplice per capire cosa sta prenotando.
La mappa aiuta il gestore a presentare bene i propri servizi: file, posizioni, dotazioni. Il design diventa uno strumento di posizionamento. I gestori hanno messo Beacharound al primo posto in Italia per qualità percepita, al secondo per numeri.





Come si porta traffico a un portale senza sfidare i giganti del turismo?
Non abbiamo inseguito “spiagge in Sardegna”. Siamo andati a cercare chi sapeva già in quale stabilimento voleva andare.
Il portale è per il consumatore finale: cercare uno stabilimento e prenotare il posto in spiaggia. Per portarci traffico abbiamo scelto una SEO iper-mirata. Invece di competere con portali e guide sulle ricerche generiche, Beacharound si è posizionato sui singoli stabilimenti, intercettando chi aveva già deciso dove andare.
Così è diventato la seconda piattaforma B2C più visibile nelle ricerche per prenotare in spiaggia, dopo Facile.it. Il 95% dei ricavi arrivava da canali organici.
Il portale su smartphone
Passa sopra una pagina per scorrerla











Come si regge un picco estivo senza pagare i server tutto l’anno?
Il mare d’inverno è calmo, ad agosto no. L’infrastruttura fa lo stesso: si allarga quando serve, si ritira quando non serve.
Abbiamo costruito un’architettura completamente serverless su AWS, con Lambda e code di eventi. Scala da sola con il traffico: costi bassi d’inverno, piena potenza ad agosto. Nessun disservizio significativo, anche nei picchi estivi.
Un uso del serverless così esteso, in Europa, se ne vedeva poco.
Perché marketing e sviluppo devono sedersi allo stesso tavolo?
Perché ogni scelta tecnica è anche una scelta di mercato. E viceversa.
Un flusso di lavoro integrato: ogni scelta tecnica era guidata dal mercato, ogni scelta di marketing era costruita su ciò che la tecnologia rendeva possibile. Rilasci più rapidi, più vicini ai bisogni reali degli utenti.
Il metodo è quello del growth hacking: creatività, dati, esperimenti, misurabilità.
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Quando una startup ha davvero funzionato?
Quando qualcuno decide di comprarla.
Beacharound è stata acquisita da un operatore del settore. Il prodotto costruito con Alberto e il suo team era diventato un valore riconosciuto dal mercato.
Opificio Lamantini Anonimi credeva così tanto nel progetto da entrare nella società: non solo partner, ma socio.
Ne hanno parlato
La stampa che ha raccontato BeacharoundCorriere della Sera · Il Sole 24 Ore · Sky TG24 · TGR · Mashable · Radio Deejay · Fanpage · Il Resto del Carlino · Libero · RiminiToday
Domande frequenti
Beacharound e Opificio, in breve.
Chi ha sviluppato Beacharound?
Beacharound è stata fondata da Alberto Parma, imprenditore di Cattolica, e sviluppata insieme a Opificio Lamantini Anonimi, che ne ha progettato prodotto, esperienza utente, interfaccia e infrastruttura. Opificio Lamantini Anonimi è entrato anche nella società come socio.
Cos’è Beacharound Business?
È il gestionale in cloud per stabilimenti balneari di Beacharound: mappa interattiva della spiaggia, planner, prenotazioni, pagamenti e catalogo dei servizi. Accanto c’era il portale Beacharound, per prenotare l’ombrellone online.
Che tecnologia usava Beacharound?
Un’infrastruttura serverless su AWS, con Lambda e code di eventi, e circa 3.000 microservizi attivi contemporaneamente. Scalava da sola con il traffico estivo e costava poco d’inverno.
Opificio Lamantini Anonimi sviluppa startup e prodotti digitali?
Sì. Con Beacharound Opificio Lamantini Anonimi ha seguito la startup dall’idea al mercato, come partner di prodotto e tecnologia e anche come socio, fino all’acquisizione.
Cosa rendeva diversa la mappa della spiaggia di Beacharound?
Univa fotorealismo ed elementi tridimensionali, mentre i concorrenti usavano uno stile da fumetto. Per il bagnino era una vista simile a quella che ha davanti ogni giorno; per il cliente finale, il modo più semplice per capire cosa stava prenotando.
