C'è un genere letterario di pezzo che, ogni luglio, riempie LinkedIn: "come ricaricare le batterie ad agosto". Sono benevoli ma non utili. Per un founder, "ricaricare le batterie" è una funzione automatica del corpo che, a meno di problemi seri, si attiva da sola quando vi sdraiate due settimane in posto fresco senza calendar.
Quello che invece non si attiva da solo, e che invece è la sola vera ragione per cui un founder dovrebbe avere agosto, è un'altra cosa: il tempo per pensare. Cioè il tempo per fare i lavori che, durante l'anno, non riuscite a fare perché siete sempre sotto al primo livello dell'urgenza.
Quattro lavori specifici. Tutti a basso volume di esecuzione. Tutti ad alto impatto autunnale. Tutti farsabili in due o tre giorni totali — non un mese di galera. Il resto del tempo, dormite e mangiate gelato.
1. Il "audit della testa": cosa avete pensato senza saperlo
Procurate-vi un quaderno fisico. Sì, un quaderno. Non aprite il laptop.
Per due mattine consecutive, una di queste — diciamo l'8 e il 9 agosto, perché c'è meno gente in giro — prendetevi due ore al mattino prima che faccia caldo e scrivete a mano una lista di tutte le cose che vi sono "passate per la testa" negli ultimi sei mesi e che non avete avuto tempo di esaminare.
Pensieri, dubbi, idee, frustrazioni, intuizioni di prodotto, sospetti su persone, segnali di mercato, conversazioni che vi avevano lasciato qualcosa addosso. Tutto. Anche le cose che sembrano stupide.
Scrivete senza filtro. Niente categorie. Niente azioni. Niente "to-do". Solo pensieri sparsi.
Quando avete finito, riprendete la lista il giorno dopo e fate un'unica cosa: cerchiate tre voci che vi sembrano "ancora vere". Non le più urgenti, non le più scomode. Quelle che, rilette a freddo, continuano a parlare.
Queste tre cose saranno il vero indice della vostra strategia di settembre. Non gli OKR del team. Non il piano marketing. Quei tre pensieri, scritti a matita su un quaderno una mattina d'agosto, valgono il 70% delle decisioni che prenderete nel semestre successivo.
2. La "lettura non operativa": una cosa fuori dal vostro mondo
Trovate un libro che non riguarda il vostro mestiere. Non un libro di management. Non una biografia di un founder famoso. Non un libro di AI o di marketing.
Un romanzo, un saggio di storia, un libro di filosofia, una raccolta di poesia, un trattato di botanica. Letteralmente qualsiasi cosa che vi porti fuori dal vostro mondo professionale.
Leggetelo lentamente. Una settimana per un libro che a marzo avreste finito in due giorni.
Questa cosa è impopolare da scrivere su un blog di branding e startup, perché sembra un esercizio gratuito. Non lo è. La maggior parte delle idee davvero originali in un'azienda — quelle che vi distinguono dal concorrente che fa la vostra stessa cosa — non vengono dal vostro settore. Vengono da un'analogia, da uno spostamento di angolo, da una metafora presa da un campo lontano. Le agenzie che leggono solo libri di marketing scrivono marketing piatto. Le aziende che leggono solo libri di settore producono prodotti uguali al concorrente.
Un libro lontano ad agosto è la singola attività più sottovalutata del founder italiano.
3. L'audit del team senza il team
Una sera, dopo cena, davanti a un foglio bianco, scrivete una sola lista: i nomi di tutte le persone chiave del vostro team.
Per ciascuna, in una sola riga, rispondete a due domande:
- Sta crescendo, sta stallando, o sta arretrando?
- Cosa farei se domani mi dicesse che vuole andarsene?
È un esercizio brutale. Va fatto da soli, senza HR, senza co-founder. È la vostra valutazione privata, non un input per nessuno.
Se ci sono persone che "stanno arretrando", la domanda non è "come le facciamo crescere a settembre". La domanda è: perché ho aspettato di accorgermene fino ad agosto? Quella risposta è dove sta la vera materia del trimestre.
Se per qualcuno la risposta alla seconda domanda è "sarei sollevato", c'è un problema più grosso. Quel problema non va risolto a settembre con il chat. Va riconosciuto ora, per voi, e poi affrontato con un piano.
Niente di tutto questo si fa in due ore di gennaio mentre il team aspetta che decidiate il budget. Si fa in venti minuti ad agosto, da soli.
4. La conversazione difficile rimandata
Quasi tutti i founder italiani hanno una conversazione difficile rimandata. Con un socio. Con un investitore. Con un cliente storico che ormai paga poco. Con un dipendente fondatore che non sta più crescendo. Con un fornitore che dovrebbe essere stato sostituito due anni fa.
È sempre la stessa conversazione. La rimandate da mesi. A volte da anni.
Agosto è il momento peggiore per farla. Ma è il momento perfetto per prepararla. Per scrivere, in 30 minuti su un quaderno, cosa direste, come lo direste, cosa siete disposti ad accettare come esito, cosa non siete disposti ad accettare.
Una conversazione difficile preparata è una conversazione che, a settembre, riuscite davvero a fare. Una non preparata è una conversazione che a dicembre starete ancora rimandando.
Non c'è bisogno di farla in agosto. C'è bisogno di averla pronta.
La cosa che non vi ho detto fino adesso
Questi quattro lavori, presi insieme, occupano tra le 8 e le 12 ore del vostro agosto. Non sono il programma di vacanza. Sono l'unica cosa professionale che dovreste fare in 30 giorni di stacco.
Tutto il resto del tempo, davvero, sdraiatevi. Mangiate. Parlate con persone che non hanno niente a che fare col vostro lavoro. Pensate ad altro. Vedete tramonti. Leggete il libro lontano del punto 2.
Il vostro settembre dipende molto meno da quanto siete riposati e molto di più da quanto avete pensato. Le due cose non si escludono — ma si confondono spesso, e il primo viene scambiato per il secondo.
Buona estate vera. Quella che fa la differenza.
Giovedì 16 luglio torniamo al pillar branding con un nuovo episodio di #BraveHistories: un caso italiano che ha fatto una scelta controintuitiva — uscire dai marketplace per controllare il canale e l'esperienza. Cosa è successo nei 18 mesi successivi.
A giovedì.
Avete una di quelle conversazioni difficili da preparare? Aiutiamo founder e CEO di startup italiane a strutturare le scelte di brand e identità nei passaggi delicati. Parliamone — anche a fine agosto, se preferite.
