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Tuken: togliere il gettone di mano alla gente

Strategia, marchio, interfaccia e prova sul campo di una soluzione cashless per eventi. È un prodotto nostro: l’abbiamo pensato, disegnato e poi portato in mezzo alla gente.

Locandina dell’evento demo Tuken: scansiona, ricarica, paga

In breve

Tuken è una soluzione cashless per eventi sviluppata da Opificio Lamantini Anonimi, studio creativo di Monselice (Padova). Funziona da browser, senza installare applicazioni: il partecipante inquadra il QR code dell’evento, acquista un pacchetto di token e paga agli stand mostrando lo schermo. Opificio ne ha curato strategia, customer journey, marchio, interfaccia e materiali.

Scheda progetto

Cliente
Opificio Lamantini Anonimi (progetto proprio)
Settore
Pagamenti cashless per eventi, sagre, fiere e festival
Sede
Monselice (PD)
Periodo
2024 – in corso
Servizi
Strategia, customer journey, marchio, interfaccia, sviluppo, materiali d’evento

Il gettone della sagra lo conosci: lo compri in coda, lo perdi in tasca, te ne avanzano tre. Tuken lo sostituisce con il telefono che hai già in mano. Non è un lavoro per un cliente: è un prodotto nostro. Quindi ce lo siamo progettato, disegnato e poi portato in mezzo alla gente, per vedere se funzionava davvero.

Il punto di partenza

Da dove partiva Tuken?

Da un problema banale e diffuso: alle sagre e ai festival si fa la coda per comprare i gettoni, e poi si fa la coda per usarli. E da due pubblici da tenere insieme: chi organizza l’evento e chi lo vive.

0applicazioni da installare
1QR code per entrare nell’evento
5passaggi dal totem alla ricevuta
2interfacce: chi compra e chi vende
Pagina della presentazione che spiega cos’è Tuken: semplifica l’organizzazione, modernizza gli acquisti, velocizza le transazioni
Dalla presentazione di Tuken alle pro loco.

Strategia · gennaio 2025

Cosa deve succedere perché uno sconosciuto usi la tua app in tre minuti?

Chi arriva a una sagra non scarica niente. Se non funziona dal browser, non funziona.

La prima decisione l’abbiamo presa prima di disegnare una schermata: webapp, non app da store. Inglese e mobile first. Una sola porta d’ingresso, il QR code.

Poi la mappa dei concorrenti del cashless per eventi, italiani e stranieri, e la rassegna su quanto i gettoni siano diventati un tema anche sui giornali. Infine una timeline corta: identità e direzione tecnica a gennaio, programmazione e comunicazione fra febbraio e marzo.

Tre problemi, tre risposte

Dalla presentazione
Pagina della presentazione: il problema dell’attesa del cliente in coda alla cassa
Pagina della presentazione: la soluzione, acquistare i crediti dallo smartphone
Pagina della presentazione: il problema della scomodità dei gettoni
Pagina della presentazione: la soluzione, credito e storico sempre nel telefono
Pagina della presentazione: il problema degli ingressi rallentati dalle code
Pagina della presentazione: la soluzione, tempi di attesa ridotti

Customer journey · gennaio 2025

Quanti passaggi servono davvero per comprare una birra?

Cinque. Arrivo, scansione, ricarica, acquisto, ricevuta. Li abbiamo scritti uno per uno prima di disegnarli.

Il documento del customer journey parte dal totem all’ingresso e finisce alla ricevuta. Dentro ci sono anche i vincoli fisici: i QR code vanno messi in alto, sopra la folla, perché siano fotografabili. Sono le cose che in ufficio non vengono in mente e sul campo decidono tutto.

Pagina della presentazione: eliminare le code in cassa
Pagina della presentazione: la ricarica dei crediti dallo smartphone
Pagina della presentazione: la lista degli acquisti e delle vendite
Pagina della presentazione: come l’esercente addebita i crediti

Gli stessi minuti, contati due volte

Con e senza Tuken
Grafico dei tempi di acquisto senza Tuken, con la coda alla cassa e l’abbandonoGrafico dei tempi di acquisto con Tuken, con scansione e ricarica da un minuto

Marchio

Perché un uccello con un becco enorme?

Tuken, toucan. Un nome che si ricorda e un becco che fa da C: il marchio era già lì dentro.

Il tucano si chiude su sé stesso e forma una C; il token diventa la pupilla. Abbiamo provato diverse strade di colore, dal verde e giallo dei primi studi al rosso-arancio che è poi diventato il colore del progetto. Un segno che regge a due centimetri sullo schermo di un telefono e a due metri su una locandina.

Primi studi del marchio Tuken: il tucano in versioni di colore diverse
Il marchio Tuken con il lettering, e le sue varianti di colore

Webapp

Come si divide un’app in due, tra chi compra e chi vende?

Due interfacce, lo stesso oggetto. Da una parte il portafoglio, dall’altra la cassa.

Lato partecipante: benvenuto e scansione, il saldo in token, il QR code personale da mostrare allo stand, lo storico delle transazioni. Nessun menu, nessuna registrazione lunga: quello che serve, quando serve.

Lato esercente: una tastiera di importi rapidi, un contatore grande al centro e un solo pulsante — scansiona. Perché dall’altra parte del banco c’è sempre qualcuno che aspetta.

Chi compra

Webapp, lato partecipante
Schermata di benvenuto della webapp, con l’invito a scansionare il QR code dell’evento
Schermata della webapp con il saldo dei token disponibili
Schermata con il QR code personale da mostrare allo stand
Schermata con lo storico delle transazioni: acquisti e ricariche
Schermata della webapp dopo una transazione

Chi vende

Webapp, lato esercente
Interfaccia dell’esercente: nuova transazione con importi rapidi e contatore
Interfaccia dell’esercente: seconda schermata della transazione
Interfaccia dell’esercente: elenco delle transazioni
Schermata di scansione del codice del cliente

Villa Pisani, Monselice

Come si capisce se funziona?

Facendolo usare. Abbiamo montato un evento vero, con un bar vero, e ci siamo messi a guardare.

Un evento demo gratuito dentro un workshop, in una villa. Locandina, flyer con il QR code di iscrizione, pieghevole di benvenuto, menu con i prezzi espressi in token. Tutto il materiale serviva a una cosa sola: spiegare in tre passaggi come si fa, a gente che aveva altro per la testa.

Locandina dell’evento demo: scansiona, ricarica, paga, con i tre passaggi illustrati
Tre passaggi, in fondo alla locandina. Nient’altro.

Il materiale della serata

Scorri →
Flyer A5 dell’evento demo con il QR code di iscrizioneSeconda versione del flyer dell’evento demoPieghevole di benvenuto all’evento: niente contanti, niente braccialetti, niente codeInterno del pieghevole di benvenuto all’eventoMenu dello stand con i prezzi espressi in tokenSecondo menu dello stand con i prezzi in tokenLocandina del workshop che ospitava l’evento demo

Domande frequenti

Tuken e Opificio, in breve.

Che cos’è Tuken?

Una soluzione cashless per eventi sviluppata da Opificio Lamantini Anonimi: si accede da browser inquadrando un QR code, si acquistano token dal telefono e si paga agli stand mostrando lo schermo.

Chi ha creato Tuken?

Opificio Lamantini Anonimi, studio creativo di Monselice, in provincia di Padova.

Serve installare un’applicazione per usare Tuken?

No. Tuken è una webapp e funziona dal browser del telefono.

Per quali eventi è pensato Tuken?

Sagre, feste di paese, fiere, festival, concerti, eventi sportivi e manifestazioni pubbliche.

Opificio Lamantini Anonimi sviluppa prodotti propri?

Sì. Tuken è nato e cresciuto internamente, dalla strategia all’interfaccia fino alla prova sul campo.

ClienteTuken™ — Opificio Lamantini Anonimi
ProgettoOpificio Lamantini Anonimi
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